Il Centro di Orientamento Sociale fondato da Aldo Capitini nel 1944 offre uno spazio aperto per la riflessione sulle proposte capitiniane del liberalsocialismo, del controllo dal basso e della nonviolenza attiva per costruire una società aperta al potere di tutti, una religione aperta, una educazione aperta.


FASCISMO

LA TRAGEDIA RIMOSSA


“Cefalonia 1943 è una vicenda molto nota.
Ma Rodi?
Le cinque giornate di Rodi (7-11 settembre 1943)?
Quanti sanno della battaglia, o non-battaglia, di Rodi, la Perla del Dodecaneso?
Della resa di 40 mila militari italiani a soli 7 mila tedeschi?
Di una maggioranza di soldati pronti a combattere, e in più punti dell'isola già impegnati in scontri vittoriosi, costretti a cedere le armi dal governatore Inigo Campioni, abbandonato da Roma, incapace di decidere, freddamente raggirato dal generale tedesco Kleemann?
Chi ricorda questo capitolo atroce della Seconda guerra mondiale?
Oggi la revisione è di gran moda: le foibe, il triangolo rosso, i probi diciottenni di Salò.
Ma dall'affollata discarica del Novecento italiano riaffiora di tutto, a memoria del bene e del male.
I fatti di Rodi costarono un prezzo altissimo: 11 mila soldati e ufficiali annegati, stipati come bestie dai tedeschi su navi scassate avviate al naufragio; 10 mila internati in Germania; 124 caduti in combattimento; quasi 200 fucilati; 150 morti di denutrizione nei campi tedeschi sull'isola; e i 1.805 ebrei di Rodi e Coo, in gran parte cittadini italiani, rastrellati il 23 luglio 1944, deportati ad Auschwitz e quasi tutti sterminati (mille di loro il giorno dell'arrivo; tornarono in 183).
Una comunità antichissima spazzata via.
È un capitolo rimosso di storia italiana...
...In cui i tedeschi ridiventano aguzzini, i fascisti di Salò i loro servi maltrattati (Otto Wagener, generale delle SS: «Gli italiani hanno vissuto da cani e da cani devono morire»), il comando militare italiano è incapace, gli ebrei vanno al macello e i nostri soldati iniziano a capire che Hitler è la schiavitù, gli Alleati la libertà.
Il merito di avercelo ricordato va a Ester Fintz Menascé, milanese di famiglia ebrea rodiota, che a lungo ha insegnato letteratura inglese all'Università di Milano, ma da tempo studia la storia di Rodi e dell'Egeo.
Il suo libro, "Buio nell'isola del sole: Rodi 1943-1945", in uscita da Giuntina (478 pagine), ha setacciato studi poco accessibili e raccolto fonti dirette...”
Ce ne parla Enrico Arosio in “L’Espresso” del 24 marzo 2005.
“Una scoperta.
Tragica è la figura dell'ammiraglio Campioni.
Viareggino, già sottocapo di Stato maggiore e senatore del Regno, era giunto a Rodi nel 1941, in età da pensione, come governatore del Dodecaneso.
L'isola, divenuta italiana nel 1912, era caratterizzata da uno straordinario meticciato culturale. Roma, Bisanzio, i crociati, l'Impero Ottomano avevano formato una koiné speciale che vedeva convivere in pace greci, turchi, ebrei e italiani.
Commercianti, banchieri, artigiani, pescatori, marinai.
La città vecchia, chiese, moschee e sinagoghe, i palazzi dell'Ordine degli Ospedalieri e i moderni edifici del fascio.
Qui s'innesta Campioni, uomo di mare e di lettere.
Cultore di Pascal, sa a memoria canti di Dante e dell'Odissea.
Afascista più che antifascista, in cuor suo disgustato da Hitler e dai «nibelunghi», farà una brutta fine.
Internato dai tedeschi come "badogliano" nei campi di Schokken e di Thorn in Posnania, consegnato alla Rsi, incarcerato negli Scalzi di Verona dov'è passato Galeazzo Ciano, infine a Parma.
Qui il 24 maggio 1944 verrà fucilato su ordine di Mussolini con l'ammiraglio Mascherpa, il difensore dell'isola di Lero, guardando negli occhi i fascisti, dei ragazzini che hanno bevuto.
Campioni è solo a decidere, nel vuoto di potere dell'8 settembre.
L'antagonista è il generale Ulrich Kleemann, prussiano, giunto a Rodi nell'estate a rinforzo degli italiani.
Il primo grave errore di Campioni è di aver consentito che il contingente tedesco, nel corso dei mesi, crescesse sino ad avere il predominio in armi e mezzi e il controllo dei punti strategici.
Il secondo è quello di credere che, dopo l'armistizio di Badoglio, i tedeschi divenuti nemici non apriranno le ostilità...
...I giorni dall'8 al 10 rivelano la fatale doppiezza di Campioni, che tenta di negoziare un'assurda patta con Kleemann, intimando ai reparti italiani di tergiversare, «resistere senza sparare», assecondare gli ormai palesi movimenti di truppe tedesche.
Non solo.
L'ammiraglio ignora la disponibilità britannica a intervenire a breve, posto che glii italiani oppongano resistenza armata e facciano decollare i propri aerei per Cipro e salpare le unità navali verso Alessandria.
Nulla accade.
Mentre Campioni, chiuso nel Castello, si illude su un impensabile accordo con Kleemann, i tedeschi hanno già occupato gli aeroporti.
Frustrati, furenti, alcuni reparti italiani hanno iniziato a combattere...diversi reparti tedeschi si arrendono, cadono prigionieri...
...Ma nelle stesse ore i reparti italiani ricevono l'ordine di liberare i tedeschi catturati e cedere le armi...E i soldati italiani, «gli occhi gonfi di lacrime, sfilano con malcelato disprezzo davanti ai loro ufficiali gettando i fucili sulla catasta dopo averne spezzato il calcio»...
...La rappresaglia nazista fu feroce.
Campioni deportato.
Fucilazioni, lavori forzati, i civili affamati, con l'aiuto zelante dei repubblichini (solo 3 mila italiani si schierarono al fianco dei vincitori).
Tra le enormità dimenticate, i mercantili che i tedeschi stiparono di italiani mandandoli letteralmente a morire nell'Egeo: il "Donizetti", il 23 settembre, silurato da cacciatorpediniere britannici, con 1.825 uomini, tutti annegati; il "Petrella", l'8 febbraio 1944, silurato con 3.173 prigionieri (perirono in 2.646); l’Orion", salpato 11 febbraio, naufragato con ben 4.116 italiani: si salvarono in 20.
Uno di quei 20 fu il caporale abruzzese Francesco Norcia.
Storia pazzesca.
Salvato in mare da un equipaggio tedesco, piantonato in un campo di concentramento, poi fuggito nei boschi di Alaerma, catturato, torturato, costretto ad assistere alle fucilazioni di italiani, rievaso verso un tratto isolato di costa a Campochiaro, sopravvissuto tre mesi nutrendosi di pesci e polpi, ricatturato dalle Camicie Nere, riconsegnato ai tedeschi.
Una notte Norcia uccide con la baionetta la sentinella, scappa, si nasconde di nuovo tra gli scogli dove riesce a sopravvivere sino a maggio '45.
Nell'isola del sole i miracoli erano pochi, uno di essi fu assegnato a lui.” ?

E’ la storia di una tragedia incredibile, che i burocrati fascisti e i loro complici sono riusciti a tener fuori della nostra memoria per la doppia vergogna di una resa stupida come la guerra da loro voluta e di una complicità dei repubblichini locali con la inumana rappresaglia tedesca.