Il Centro di Orientamento Sociale fondato da Aldo Capitini nel 1944 offre uno spazio aperto per la riflessione sulle proposte capitiniane del liberalsocialismo, del controllo dal basso e della nonviolenza attiva per costruire una società aperta al potere di tutti, una religione aperta, una educazione aperta.


IL CONTROLLO DAL BASSO PER IL POTERE DI TUTTI

PARERI DISCORDI SUL NUCLEARE

“Un progetto di legge sul nucleare sta andando avanti alla velocità della luce in parlamento e prevede che l’Italia torni a investire i nostri soldi nell’energia dell’atomo…”

Getta l’allarme Monica Frassoni in “D” dell’8.12.2008

“…Non c’è coinvolgimento dei cittadini, niente approfondimenti e confronti su pro e contro, sui costi e rischi, come invece successe ai tempi del referendum del 1987, ricordato spesso come episodio di isteria collettiva del dopo Chernobyl - per me invece fu un grande momento di partecipazione e di responsabilità.

Si avanza di corsa per buttare via miliardi di euro in una tecnologia vecchia e insicura.

I problemi sono gli stessi di venti anni fa: scorie, pericolo di incidenti, stimolo al riarmo nucleare, tantissimi soldi, tempi lunghi... La tecnologia nucleare, più o meno, è sempre la stessa, solo alcuni “ritocchi”, costosissimi.

I finlandesi lo sanno benissimo: sono gli unici in Europa che stanno costruendo una centrale nucleare di “terza generazione” a costi doppi di quelli previsti (quota 4,5 miliardi di euro) e ritardi di anni...

Tanta fretta, poi, per cosa?

Per produrre nel 2030 il 10% (secondo alcuni il 20) dell’energia elettrica che serve all’Italia.

Ma molti scienziati, compresi quelli dell’Onu che hanno vinto il Nobel l’anno scorso, dicono che se non si agisce entro i prossimi 15 anni, saranno guai.

C’è bisogno di tanta ricerca per realizzare su vasta scala tecnologie pulite che assicurano un risultato già dopo pochi anni.

La via scelta da Spagna e Germania che, uscendo progressivamente dal nucleare, sono diventati leader nel settore delle fonti rinnovabili creando 250 mila posti di lavoro.

Il nucleare sicuro è ancora lontanissimo, se mai ci sarà.

E l’uranio non è rinnovabile.

L’agenzia per l’energia nucleare prevede che basterà per soli 60 anni.

Oggi ci sono 439 centrali in funzione nel mondo, forniscono il 6% di energia e il 17% di elettricità a livello globale, meno dell’idroelettrico: vi pare questa la soluzione?

Se si raddoppiasse il numero delle centrali, l’uranio finirebbe più in fretta e (il petrolio insegna) costerebbe molto di più.

Votiamo per il sole, il vento, l’acqua, e il futuro.”




Certo non si comprende la fretta di investire miliardi in centrali nucleari che rendono così poco di energia, meno delle rinnovabili, come il sole e il vento.

A meno che non ci siano i soliti guadagni da spartire fra i committenti e i costruttori.

Rimane questo un esempio della necessità di sovvertire un tipo dirigista di società, dove pochi prendono decisioni per tutti, in favore di una società, controllata dal basso, in cui ogni cittadino, informato adeguatamente, possa partecipare alla decisione importante che lo riguarda.

Il pericolo è che i media, diretti dai governanti, forniscano informazioni distorte e insufficienti, rendendo vani i pareri discordi.

In tal caso sarà decisiva la controinformazione degli onesti.